Benvenuti nel mio blog. Qui io sono me stessa, dico quello
che penso, scrivo quello che sento. Non guardo in faccia a nessuno
nel mio blog, non chiedo scusa a nessuno qui, nel mio mondo.
Qui ripongo le mie speranze, i miei appelli, la mia ingenuità
divenuta oramai adulta. Da qui guardo il mondo, perchè so benissimo
che anche il mondo guarda me. Ogni parola, ogni fotografia, racconta
di me e di nessun'altro.
Non chiedo a nessuno di condividere quello che penso. Chiedo soltanto
di essere rispettata per quello che sono.
*loading* visite.

Ho 20 anni e sono nata ieri. Quello che vedo, quello che vivo, è il
riflesso di quello che hanno visto e vissuto tutti, prima di me.
Studio informatica, ho i bit nel cervello e la filosofia nel cuore.
Sono innamorata di un numero primo, il mio numero 17.
Non mi piace cucinare, non mi piace agire, pensare in fretta.
Ho la patente ma non guido la macchina; la bicicletta è tutta
la mia vita. Non capisco niente di economia e politica; la religione
la lascio a chi è veramente convinto. Rispetto tutti, ma pochi
rispettano me.
Oggi, sono più sola di quanto lo ero poco tempo fa.
Casualmente penso a te
penso a noi allora e adesso
penso a tutto penso al sesso
e a te che dici che mi manca
e forse e questo che mi stanca
il sapere che è così ma siamo pelle ed anima
e il tuo ricordo ormai è quì
Eri sabbia tra le mie dita,
ma scivolavi così bene
ero l'acqua con cui ti bagnavi
come un' onda che va e che viene
ero la terra su cui camminavi
un tappeto per l'amore
noi siamo stati e per sempre saremo
la gioia e il dolore.
Stadio - Gioia e Dolore
» Sono molto paziente.
» So dare un valore a tutto (meno che a me stessa).
» Sono rispettosa di ogni idea e di ogni scelta.
» Sono coerente, non mi rimangio mai la parola data.
» Sono fedele.
» Sono aperta al dialogo, basta che sia costruttivo.
» Non sono banale.
» Sono sincera, ed educata nel dire quello che penso.
» Per non offendere nessuno mortifico me stessa.
» Mi impegno in tutto quello che faccio anche se lo nego o non lo do a vedere.
» Dentro di me, sono capricciosa.
» Sono molto orgogliosa.
» Sono testarda e cocciuta.
» Le cose me le lego al dito. Tutte.
» Non so perdonare.
» Nel mio piccolo, sono anche egoista.
» Non sorrido spesso, sono abbastanza pessimista.
» Non sopporto le persone che non mi rispettano.
» S-parlo alle spalle.
» Sono provocante (così dicono) senza rendermene conto.
» Sono una musona, quando ho le palle girate lo do a vedere.
» Sono una schiava delle circostanze.
» Pianifico tutto e se qualche cosa va storto divento una bestia.
» Mi arrabbio per delle sciocchezze.
Il mare d'inverno
è solo un film in bianco e nero visto alla tv
e verso l'interno
qualche nuvola dal cielo che si butta giù
sabbia bagnata
una lettera che il vento sta portando via
punti invisibili rincorsi dai cani
stanche parabole di vecchi gabbiani
e io che rimango qui sola
a cercare un caffè
Loredana Bertè - Il Mare d'Inverno
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giovedì, 02 luglio 2009
Marcate altre due lumache. Certo gente, le acchiappo e le numero scrivendo con il bianchetto sul loro guscio. Ne ho contate 29 fin'ora nel mio giardino di due mentri per due. Ora, che mi sono lavata dalla bava di lumaca, posso scrivere qualche stronzata qui sul blog.
Oh, quant'è piovuto oggi! Già... è stato sicuramente perchè ho pultio il bagno. Signori miei, era veramente orrendo. Toccava a mio fratello pulire ma, ovviamente, non lo ha fatto ed io di stare in un bagno dove i gatti di polvere mi aggredivano ruggendo come leoni proprio non ci potevo stare. Ho fatto un lavoro coi fiocchi (i fiocchi li ho messi poi alle tendine della finestra, tanto per sottolineare la mia modesta bravura di donna delle pulizie). E con questo, oltre all'armadio riordinato, ho dato veramente il massimo ottenibile dalla mia pigrizia latente.
Esame di fisica alle porte ormai. Mancano 3 giorni e 13 ore a partire da... ora. Wow, mitico. Che palle studiare questa fisica, che due palle!! Ha veramente seccato la pianta la meccanica classica... ed a sentire altri pare che sia la branca della fisica più semplice del mondo. Bah, sarà, ma io ci capisco poco e, quando ci capisco, non combino comunque niente. Lo stress che sto accumulando mi uccide. La mia pelle è un campo di battaglia (perchè con lo stress fiorisce come la vernice quando si bagna). Ho voglia di andare al mare, di cambiare aria, di chiudere con la scuola per un pochino. Adesso, la scuola mica mi deve perseguitare solo perchè è l'università! Un po' di tregua ci vuole, sennò ci si lascia le penne. Tuttavia, rifarei altre 2 volte quest'anno accademico piuttosto che tornarmene al liceo. Non mi stancherò mai di ripetere quanto ho odiato quel posto negli ultimi anni di frequentazione (che paradossalmente sono quelli che hanno fatto di me la splendida persona che sono oggi).
Uhm, domani festa e bagordi (esattamente come l'altro ieri, insomma). Il 30 c'è stata un'esplosione di compleanni e questa settimana una relativa esplosione di feste di compleanno. La cosa sinceramente non mi dispiace affatto. Se controbilanciata con le pare da maturità degli amici in periodo, beh, è un delicato e meraviglioso diversivo. Perchè c'è chi come il numero 17 porta a casa risultati da primo premio, ma anche chi poi crede di essere sull'orlo del baratro (ed io, chissà perchè, lo vengo sempre a sapere). Oh, il mio numerino fortunato!! Che bravo ragassuolo! Merita proprio una bella vacanza finiti gli esami (ed a ben pensarci la meriterei anch'io una volta finiti i MIEI di esami...). ma vabbè, accontentiamoci della festa di venerdì. Poi, si vedrà.
Oh, cena pronta! Corro!
Così è la vita. Per fortuna, un giorno piove, il giorno dopo ti dicono che gli occhiali da sole sono pronti e vanno solo ritirati al negozio.
domenica, 28 giugno 2009
Sigh sob... che depressione. No, che dico... non è depressione. E' deperimento. Sì, insomma, tutto sommato non c'è niente che non vada, che non vada per il verso giusto, per ora. Però ogni tanto crollo, ogni tanto ci ricado, ed ogni volta che ci penso mi fa sempre più male. Vedo il suo viso nei miei ricordi, sento il suono della sua voce prima di addormentarmi. Fa sempre più male. Ed è sempre più terribile incominciare a dormire.
E' domenica oggi, ed è la prima domenica priva di sapore dopo tanto tempo. Sono stata talmente fuori di me in queste ore che ho pensato bene di mettere in ordine tutto il mio armadio. Ho iniziato da una delle 7 ante e le ho riordinate tutte quante. Ora aprendolo ci si può auspicare di non essere investiti da una valanga di cose che potrebbero seppellire chiunque a tradimento. Buona cosa. Ora tutto è al suo posto... davvero tutto. Mi compiaccio del mio lavoro, mi ha aiutato a distrarmi dalla fisica e dalle mie paturnie pre-ciclo (e siamo a settimane di anticipo rispetto alla tabella di marcia). Sono passata poi ai cassetti della cassettiera ma dopo aver inchiodato con chiodi e martello il cassetto che si sfasciava sempre quando lo aprivo non ne potevo più. Penso che lascerò il resto a domani. Tanto, ho un'estate intera per rendere decente camera mia. Tra le altre cose da fare ho anche da togliere qualche poster di Orlando Bloom. E meglio così... non ho detto che li toglierò tutti. E' che bisogna andare avanti, ed incominciare ad atteggiarmi a persona della mia età.
Fisica, fisica... sempre fisica. Sono settimane che studio fisica, e questa settimana la passerò tutta a studiare altra fisica. Poi ancora fisica, fino alla fine di luglio. Ma sapete cos'è che è veramente divertente? E' che per quanto io mi ostini a studiare quella merda, alla fine gli esami non li passerò mai. Lo so già. I tempi della ragazza brava a scuola, i tempi della ragazza intelligente, sono sfumati. Andati. Non hanno lasciato niente ai giorni odierni. Non rimane niente da salvare. Ed io studio perchè mi piace farlo, ma non imparo. Io studio perchè mi piace credere di imparare qualcosa, ma non rimane niente. Mi piaceva credere anche di essere per lo meno intelligente, ma non lo sono più da anni (e mi viene da domandarmi... da quanto tempo non lo sono più?). Delle volte mi domando se ci sarà spazio anche per me al mondo, visto che di gente migliore ce ne è fin troppa. Ho dimenticato che cosa mi rende unica e speciale... anzi, ho trovato chi è più speciale di me in quelle cose. E siccome non spicco di mio in nessuna circostanza, mi viene da pensare che se non studio e non passo quei cazzo di esami il mondo potrebbe dimenticarsi di me. Stare a galla, sempre a galla... devo fare solo questo? Semplice a dirsi. Però io affondo ed ora, in questo preciso istante, proprio mentre sento che tutto quello che ho tra le mani si sta inesorabilmente allontanando da me, non ho proprio la forza per stare a galla.
Ora, per quanto detto sopra so che mi buscherò delle botte (o qualche cosa di equivalente, n.d.r.), tuttavia dovevo sfogarmi. Domani, magari, dopo una bella dormita, sicuramente mi sentirò meglio (anche se la fisica sempre in agguato mi fa passare la voglia di essere ottimista). Sotto sotto lo spero. Mi piaceva di più prima (parliamo di qualche tempo fa, non tanto), quando non avevo pensieri, e scrivevo cose belle per il gusto di scrivere, e basta.
Mi manca il mio numero fortunato. So che devo abitutarmi alla lontanaza, ma faccio tanta fatica. E le insicurezze tornano a galla, le incertezze scalfiscono la debole protezione che ho eretto attorno alle mie fragilità. Proprio perchè c'è di meglio, proprio perchè più in basso di me si può solo raschiare il fondo del barile, non mi sento bene. Tutti se ne vanno, chi per un motivo, chi per un altro, da qualche tempo a questa parte. Questi distacchi si sommano ai dolori che ho già. Ed io mi trattengo a fatica.
Dai, è un periodaccio. Saranno gli ormoni. Ne sono sicura.
mercoledì, 24 giugno 2009
C'è chi potrebbe dire che le mie sono solo canzonette, e tutto sommato chi dice così potrebbe avere anche ragione. Se però faccio lo sforzo di smettere di battere freneticamente le ditina sulla mia tastiera... così... posso sentire il silenzio, il silenzio di quelle parole che non si dicono mai. Dinnanzi alla loro assenza, persino i miei numerosi e fastidiosi pensieri tacciono.
Questa sera è l'ennesima notte prima degli esami. L'ennesima notte in cui la gente pensa, più del necessario.
Ripenso alla mia notte prima degli esami, l'anno scorso. Allora me ne stavo seduta sul letto, era una bella serata limpida, diversamente da questa. Avevo le cuffiette dell'Ipod nelle orecchie ed ascoltavo l'omonima, famosissima, canzone di Venditti. Tra le altre cose, quella canzone è una delle mie preferite: sin da quando ero bambina e l'avevo imparata ascoltando il primo CD che mia mamma mi aveva regalato per il compleanno avevo sognato di ascoltarla nella mia vera ed autentica notte prima degli esami. Devo averla ascoltata per lo meno quattro o cinque volte, la rimandavo in continuazione, e pensavo. Più che altro riflettevo. Pensavo che mi aspettava una bella fatica, pensavo che avrei dovuto aver paura e bere litri di caffè, come vuole la tradizione, per rimanere sveglia tutta notte a studiare. Invece ero lì, seduta sul letto, con gli occhi trasparenti gettati con disattenzione oltre il vetro offiscato del lucernario. Le stelle brillavano, erano vive, contrariamente a stanotte. Contrariamente a stanotte... già... avevo pensieri diversi per la testa.
Io l'esame di stato l'ho dato, l'ho vissuto, e sono sopravvissuta. Non è niente di chè, comparato agli esami dell'università. Tuttavia capisco cosa pensano i maturandi, capisco che possano essere spaventati, disillusi, irriverenti, passivi. Dinnanzi all'esame di stato emerge la vera persona che portiamo tutti dentro, ed emerge per la prima volta sfavillando in tutto il suo splendore. Ci sono gli schizzati, quelli che settimane prima della prima prova già vanno ai matti credendo di soccombere, studiano come dei disperati e dimagriscono di 5 chili, quelli che con amici e compagni studiano al dettaglio la disposizione dei posti, gli angoli di copiatura, quelli che rivestono i libri di plastica per metterli a mollo nello sciacquone del wc; poi ci sono i secchioni, quelli che non studiano prima degli esami (così sostengono loro) ma non vanno al mare a rilassarsi, preferiscono starsene chiusi in casa, davanti ai libri che comunque non aprono, (ma che leggono e rileggono all'insaputa di tutti, delle volte li mandano a memoria sotto la doccia o seduti sul cesso) per poi fare spallucce con i compagni con un po' di insana ed assai poco velata amara ironia nei loro confronti, tanto loro sono superiori, loro non sugeriscono perchè detestano i morti di stenti; non dimentichiamo gli spregiudicati, oh, loro sono i miei preferiti, perchè pur non sapendo nulla, non avendo mai aperto un libro per anni, sicuri di sè e della propria fermezza si presentano baldanzosi agli esami, sicuri che tanto qualcuno passerà loro le risposte, che tanto la faranno franca in eterno (peccato che poi si presentino all'università due mesi per stupirsi di non riuscire a combinare niente); poi vengono quelli come me, i rassegnati, i soggetti più mansueti che sanno quello che valgono e sanno anche come dimostrarlo, quelli che siedono dove capita, quelli che portano il dizionario ma non lo guardano, quelli che consegnano il compito quando lo hanno finito anche se rimangono ore... quelli che, vada come vada, prima o poi sanno che il supplizio finirà. Già, siamo tutti uguali davanti alla maturità. Peccato che poi certi professori tendano a dimenticarlo.
Non ho consigli da dare, non ho dritte da elargire ai maturandi. La verità è che io mi sono scrollata di dosso le scuole superiori da un annetto ormai (beh, frequentazioni a parte) e nel mio mondo "dall'altra parte dello specchio" sto veramente bene. Penso agli esami di stato perchè oggi ho rispolverato la mia tesina, perchè il numero 17 sta per affrontare il suo e rivivo attraverso di lui quello che ho vissuto a mia volta (vivendolo così due volte... accidenti). Insomma, ci passiamo tutti. E tutti quanti bene o male abbiamo la meglio, sconfiggiamo il demone. C'è di peggio al mondo. C'è di peggio eccome.
La matematica non doveva essere il mio mestiere.
Infatti, io sono un'informatica.
martedì, 16 giugno 2009
Che caldo di merda... a muoversi si suda, a stare fermi si suda, a stare seduti sul cesso di suda, a stare sotto la doccia si suda, a pensare si suda, a studiare si suda... a stare pancia all'aria sul letto si suda. A fare qualsiasi cosa (davvero, qualsiasi cosa) si suda. Anche a non fare niente si suda. Non mi pare giusto.
Stamattina corsetta sulle Mura tanto per schiattare giovani. Il numero 17 mi ha estorto la promessa con la forza (beh, a dirla tutta, è stata più colpa mia che sua, dato che sono stata io a barattare una mattina da podisti con un possibile rapimento da parte sua, n.d.r.) così non mi sono sottratta al mio atroce destino e vestita (o svestita) di tutto punto mi sono presentata puntuale all'appuntamento con la mia fine. Per farla breve, ora ho le gambe un pochetto doloranti e stamattina ci ho messo un po' a deglutire nuovamente il polmone che a forza di correre mi si era arrampicato in gola e tentava ogni volta che abbassavo la guardia di sguizzarmi fuori dalla bocca. Sono sopravvissuta e, tutto sommato, sono rimasta soddisfatta dell'esperienza. La verità è che io e lo sport proprio vivamo su pianeti differenti. Costringermi a fare qualsiasi tipo di sport che non sia il sollevamento forchetta (ed anche quello mi riesce abbastanza difficoltoso) e lo zapping svogliato (ma anche questo mi riesce male visto che la tv la guardo pochissimo) è per me deleterio ed il mio organismo fa di tutto, veramente di tutto, per evitare lo sport. Per esempio, stamattina mentre correvo e mi rendevo conto con amarezza che stavo finendo l'aria (mentre il cervello mi rendeva noto che per sopravvivere era necessaria aria... aria che a me stava incominciando a mancare!) automaticamente ho iniziato a sfornare immagini raccapriccianti di coniglietti squartati, il tutto accompagnato da una tragica musichetta da filmetto horror di bassa lega. Ovviamente la cosa non mi ha messo di buon umore... il cuoricino mi scoppiava, non ne potevo più. Il numero 17 ha avuto una certa pazienza con me, guardandomi con i suoi occhioni imperscrutabili ed il suo sorrisetto soddisfatto per quello che non avevo fatto, ovvero morire correndo, una volta che mi sono fermata con la lingua che mi faceva due giri attorno al collo, tipo sciarpa d'inverno. Beh, alla fine della "corsetta" l'avrei accoltellato all'istante con il raschietto da ghiaccio per il freezer, ma poi riprendendo aria la follia omicida è sfumata. Sono sopravvissuta, mi sono resa conto che dopotutto mi ha fatto bene (anche se sulle prime proprio bene non mi ha fatto). Il numero 17 mi ha detto che probabilmente a settembre lo ringrazierò per lo sforzo che mi ha fatto fare (e che continuerà a farmi fare tutta estate). Vabbè... potrei iniziare già da ora ad essergli un minimo riconoscente... ma ho paura che poi ci prenda gusto. Anche per questi suoi sprizzi di pazzia, anche per la pazienza che dimostra tutti i giorni con me, anche per questi ed altri mille motivi, non posso fare altro che amare questo numero primo. Mi lamento... ma solo perchè è una delle cose che mi riesce meglio.
Sono disfatta. Sarebbe ora che andassi a dormire. Domani mi aspetta lo studio di quella fisica che ho lasciato da parte oggi. BOIA. Non ne ho nessuna voglia. Poor me...
Per concludere in bellezza, date un'occhiata a che cosa ho trovato scartabellando su Google. Cioè... è un manga! Io lo voglio leggere!! Non trovate che anch'io potrei diventare la protagonista di un manga, con i miei capelli sempre spettinati, il mio Hp Vivienne tutto rosso sotto braccio (rigorosamente convertito a Linux Ubuntu), il mio aspetto da burbera ma tenera informatica dal cuore d'oro?! Eh?! Che ne dite!?